L'OAC è uno dei 12 osservatori astronomici che, assieme a 4 istituti di astrofisica spaziale, fa parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF - il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio.
Nel 1819, anno di fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, lavoravano nella specola napoletana 4 astronomi e altrettanti tecnici. Oggi, impegnati nelle varie attività di ricerca, lavorano oltre 70 persone tra ricercatori, studenti e personale a contratto; inoltre circa 40 unità del personale tecnico e dell'amministrazione, contribuiscono al funzionamento dell'Istituto e alla promozione della conoscenza dell'astronomia nella scuola e nella società.
Arrivati all’Osservatorio siamo stati accolti dal professor Errico, il quale ci ha illustrato la storia della struttura: convinto del dovere dello Stato di provvedere all'istruzione e all'incentivazione della ricerca attraverso una corrispondenza precisa tra mondo accademico e realtà socio-economica del Paese, re Gioacchino Murat , succeduto a Giuseppe Bonaparte nel 1809, volle a tutti i costi la fondazione del Museo Zoologico e dell'Osservatorio Astronomico, che avvenne nel 1812.
Oggi , dopo quasi due secoli caratterizzati da importanti ricerche e scoperte scientifiche, che hanno avuto come protagonisti nomi illustri della scienza italiana, l’OAC può annoverarsi tra gli istituti internazionali più attivi e prestigiosi.
Dopo una breve introduzione al lavoro degli astrofisici e degli ingegneri impegnati nell’osservatorio, noi alunni abbiamo interagito con il professor Errico, ponendogli i nostri quesiti, riguardanti gli ambiti più disparati, spaziando dalle domande sull’origine del cosmo, alla probabilità di incontrare altre forme di vita intelligente nel corso dei prossimi anni. Sono stati altresì posti interrogativi circa il misterioso “Pianeta X” e la definizione di pianeta, ancora oggetto di discussione, oltreché domande molto specialistiche di astrofisica che riguardavano la materia oscura dell’universo, i buchi neri, corpi celesti misteriosi ancora oggi.
In seguito alla conferenza ci sono state illustrate le attività che si svolgono presso l’osservatorio. Esso, insieme agli altri 11 Osservatori distribuiti prevalentemente nel Centro-Nord del Paese e a 4 istituti del C.N.R., fa attualmente parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Oltre ad occuparsi di ricerca e tecnologia, l'OAC concorre all'educazione universitaria e post-universitaria dei giovani collaborando con gli Atenei campani, qualifica la professionalità di fisici ed ingegneri ad uno standard europeo e dialoga con la società civile per far intendere, attraverso la seduzione del cielo, la bellezza della scienza.
A Capodimonte si continua a studiare la complessa macchina solare, vero laboratorio di fisica moderna, e l'ambiente circostante l'astro - in particolar modo le comete e le polveri cosmiche - si indagano le proprietà ed i meccanismi evolutivi delle stelle, si osservano le galassie per conoscerne gli ingredienti, visibili ed oscuri, le interazioni e i modi di aggregazione, per misurarne le distanze, col fine ultimo di sapere in che modo l'universo si sia evoluto lungo l'arco di 15 miliardi di anni.
In conclusione la visita, a parer nostro, si è rivelata essere molto costruttiva, soprattutto perché ci ha consentito di approcciare la materia, alle volte piuttosto astratta e di difficile comprensione per noi studenti, in modo pratico e funzionale all’apprendimento di quest’ultimo.
Unica pecca, purtroppo, è stato il fatto che, a causa di condizioni astronomiche sfavorevoli, non è stato possibile osservare con chiarezza il sole, perno della nostra attività.
Istituto Superiore Statale G. Mazzini – Napoli
Classe VB
Nel 1819, anno di fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, lavoravano nella specola napoletana 4 astronomi e altrettanti tecnici. Oggi, impegnati nelle varie attività di ricerca, lavorano oltre 70 persone tra ricercatori, studenti e personale a contratto; inoltre circa 40 unità del personale tecnico e dell'amministrazione, contribuiscono al funzionamento dell'Istituto e alla promozione della conoscenza dell'astronomia nella scuola e nella società.
Arrivati all’Osservatorio siamo stati accolti dal professor Errico, il quale ci ha illustrato la storia della struttura: convinto del dovere dello Stato di provvedere all'istruzione e all'incentivazione della ricerca attraverso una corrispondenza precisa tra mondo accademico e realtà socio-economica del Paese, re Gioacchino Murat , succeduto a Giuseppe Bonaparte nel 1809, volle a tutti i costi la fondazione del Museo Zoologico e dell'Osservatorio Astronomico, che avvenne nel 1812.
Oggi , dopo quasi due secoli caratterizzati da importanti ricerche e scoperte scientifiche, che hanno avuto come protagonisti nomi illustri della scienza italiana, l’OAC può annoverarsi tra gli istituti internazionali più attivi e prestigiosi.
Dopo una breve introduzione al lavoro degli astrofisici e degli ingegneri impegnati nell’osservatorio, noi alunni abbiamo interagito con il professor Errico, ponendogli i nostri quesiti, riguardanti gli ambiti più disparati, spaziando dalle domande sull’origine del cosmo, alla probabilità di incontrare altre forme di vita intelligente nel corso dei prossimi anni. Sono stati altresì posti interrogativi circa il misterioso “Pianeta X” e la definizione di pianeta, ancora oggetto di discussione, oltreché domande molto specialistiche di astrofisica che riguardavano la materia oscura dell’universo, i buchi neri, corpi celesti misteriosi ancora oggi.
In seguito alla conferenza ci sono state illustrate le attività che si svolgono presso l’osservatorio. Esso, insieme agli altri 11 Osservatori distribuiti prevalentemente nel Centro-Nord del Paese e a 4 istituti del C.N.R., fa attualmente parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Oltre ad occuparsi di ricerca e tecnologia, l'OAC concorre all'educazione universitaria e post-universitaria dei giovani collaborando con gli Atenei campani, qualifica la professionalità di fisici ed ingegneri ad uno standard europeo e dialoga con la società civile per far intendere, attraverso la seduzione del cielo, la bellezza della scienza.
A Capodimonte si continua a studiare la complessa macchina solare, vero laboratorio di fisica moderna, e l'ambiente circostante l'astro - in particolar modo le comete e le polveri cosmiche - si indagano le proprietà ed i meccanismi evolutivi delle stelle, si osservano le galassie per conoscerne gli ingredienti, visibili ed oscuri, le interazioni e i modi di aggregazione, per misurarne le distanze, col fine ultimo di sapere in che modo l'universo si sia evoluto lungo l'arco di 15 miliardi di anni.
In conclusione la visita, a parer nostro, si è rivelata essere molto costruttiva, soprattutto perché ci ha consentito di approcciare la materia, alle volte piuttosto astratta e di difficile comprensione per noi studenti, in modo pratico e funzionale all’apprendimento di quest’ultimo.
Unica pecca, purtroppo, è stato il fatto che, a causa di condizioni astronomiche sfavorevoli, non è stato possibile osservare con chiarezza il sole, perno della nostra attività.
Istituto Superiore Statale G. Mazzini – Napoli
Classe VB
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