Report-I.S.S. G. Mazzini-V G-complesso Monte S. Angelo

Il giorno 28 novembre 2008 noi, classe V G dell’I.S.S. G. Mazzini, ci siamo recati in visita al complesso universitario di Monte S. Angelo, ubicato in via Cintia. L’obiettivo della visita è stato quello di fare un primo approccio con la realtà universitaria, nonché di ricevere alcuni chiarimenti circa le varie facoltà offerte dall’università Federico II.

La prima parte della visita si è svolta all’interno di un ufficio di ricercatori, nel quale abbiamo avuto modo di discutere con un professore di astrofisica circa le nostre attitudini universitarie ed i nostri dubbi; il confronto si è rivelato estremamente costruttivo ed interessante, poiché ci è stata offerta una visione completa della realtà universitaria e del modo in cui cambia lo stile di vita dello studente dal liceo all’università. In seguito ci siamo recati in un laboratorio dove si studia e si monitora il comportamento dell’impianto VIRGO: questo è un interferometro di Michelson, con bracci lunghi 3 km, situato nel comune di Cascina (PI). La costruzione dell'apparecchiatura è terminata nel 2003. Lo scopo del progetto è quello di rivelare le onde gravitazionali, in un range di frequenze osservabili esteso tra i 10 e i 6000 Hz. Tale precisione permetterà di osservare gli effetti di supernovae e sistemi binari situati nell'ammasso della Vergine (da cui il nome del progetto). Il progetto utilizza un laser ad alta precisione prestabilizzato, questo laser invia un fascio luminoso che viene diviso e inviato nei due bracci del complesso. I fasci vengono fatti rimbalzare 50 volte prima di essere ricombinati per individuarne le differenze.

Ci siamo quindi recati in un’altra stanza del laboratorio, nella quale abbiamo assistito ad una dimostrazione in scala ridotta dell’interferometro di Michelson, utilizzando come sorgente un laser con luce monocromatica rossa. L'interferometro di Michelson è la tipologia più comune di interferometro e prende il nome dall'inventore, Albert Abraham Michelson. Una figura d'interferenza è ottenuta suddividendo e indirizzando su percorsi diversi un fascio di fotoni e facendolo convergere nuovamente. I due percorsi devono avere lunghezze differenti, o avvenire in materiali diversi, in modo che sia notevole uno sfasamento nel cammino ottico dei due fasci suddivisi. Dei due differenti fasci di luce (cammini equiprobabili per il singolo fotone) uno viene riflesso dallo specchio semiriflettente, giunge su di uno specchio posto in alto, dal quale viene riflesso ed, attraversando lo specchio semiriflettente, incontra il rilevatore. Il secondo fascio invece prima attraversa lo specchio semiriflettente e successivamente viene riflesso nel rilevatore. Due altri fasci non convergono sul rilevatore, e non sono quindi presi in considerazione. Se i cammini differiscono per numeri interi di lunghezze d'onda, l'interferenza costruttiva genera un forte segnale in uscita. Per differenze pari a un numero dispari di mezze lunghezze d'onda, l'interferenza è distruttiva ed il segnale prossimo a zero.

In conclusione, gradiremmo ringraziare vivamente tutto il personale che ci ha accompagnato durante la visita, ed in particolare il professore con il quale abbiamo intrattenuto il discorso iniziale circa l’orientamento universitario, che si è rivelato sicuramente più costruttivo dei colloqui che solitamente si possono ottenere. Le dimostrazioni, inoltre, sono state particolarmente coinvolgenti grazie all’interazione fra i tecnici e noi alunni.

Napoli, 3/12/08

Classe V G, I.S.S. G. Mazzini, Napoli

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