I ragazzi dell'Istituto Diaz di Monterusciello sono stati i più giovani partecipanti agli Itinerari Scientifici di Futuro Remoto 2008. La professoressa della Scuola Media Statale ha scelto per loro gli itinerari al Museo di Scienze Naturali di Napoli centrando in pieno l'interesse degli alunni delle terze classi. Il grosso impegno dei ragazzi lo abbiamo riscontrato durante la visita ai museo Mineralogico e Zoologico, fra chi faceva domande, chi prendeva appunti e chi scattava fotografie, ognuno aveva il suo compito e dimostrava il suo interesse.
Di seguito riportiamo i report redatti dalle tre classi per "Scienziato per un giorno" di Città della Scienza.
Istituto: S.M.S. “Armando Diaz” - Monterusciello - Pozzuoli
Classe: III C – sede succursale
Itinerario Scientifico: Centro Museale di Scienze Naturali
REPORT
Lunedì 24 novembre 2008 siamo andati in visita guidata al Centro Museo di Scienze Naturali, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, insieme a tutte le altre terze della nostra scuola ed ai professori che ci hanno accompagnato (con noi c’erano la prof. di Lettere e la prof. di Scienze). Siamo arrivati col pullman a Piazza del Gesù Nuovo e poi abbiamo proseguito a piedi fino a Via Mezzocannone, dove si trovano i musei. Prima di fare la gita, la prof. di Scienze ci ha affidato dei compiti da svolgere come fare foto, prendere appunti e rivolgere alcune domande, che avevamo formulato in classe con l’aiuto di due giovani giornalisti scientifici della “Città della Scienza” di Napoli, che ci hanno aiutato a prepararci per questa attività. Purtroppo però, abbiamo visitato solo due dei quattro musei: il Real Museo Mineralogico e quello Zoologico, il museo di Antropologia e quello di Paleontologia non è stato possibile a causa del tempo limitato. Con noi c’erano due ricercatrici che ci hanno guidato nel percorso, una per il Museo Mineralogico e una per quello Zoologico le quali, prima di mostrarci i reperti esposti, ci hanno raccontato un po’ la storia di questi musei.
Il Museo Zoologico fu fondato nel 1813 per volere di Gioacchino Murat ed ebbe come sede i locali del primo piano del Collegio Maggiore dei Gesuiti. Nel 1860 la direzione fu assunta da Achille Costa, al quale si deve la formazione della Collezione Entomologica, che comprende più di 30.000 esemplari di Insetti italiani ed esotici. Purtroppo però, durante la seconda guerra mondiale, il museo subì notevoli danni e soltanto tra il 1948 ed il 1970 fu ripristinato. Il Real Museo Mineralogico fu istituito nel 1801 per volere di Ferdinando IV di Borbone e di Maria Carolina. Il Museo si trova nella Biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti. Nell’Ottocento, con la direzione di Arcangelo Scacchi, le ricerche mineralogiche a Napoli conobbero una stagione ricca di risultati scientifici. Nel museo di Mineralogia abbiamo osservato moltissimi minerali catalogati a seconda della loro composizione chimica. La professoressa che ci ha guidato durante la visita ci ha detto che i minerali sono solidi inorganici, l’unica eccezione però è il mercurio che è allo stato liquido, mentre le rocce sono aggregati di minerali. Successivamente abbiamo incominciato ad osservare i vari minerali; il primo che ci è stato mostrato è stato lo zolfo, formato da grandi cristalli gialli. Successivamente abbiamo visto il quarzo ialino (cioè trasparente) e ci è stato detto che il quarzo però assume altri nomi se colorato; ad esempio se è rosso si chiama ametista, se è giallo quarzo citrino. Proseguendo ci è stato mostrato un minerale chiamato ematite, da cui si ricava il ferro e poi il corindone, che se è blu è zaffiro mentre se assume una colorazione rossa è rubino.
La nostra attenzione è stata poi attirata da una “rosa”; ci è stato spiegato che quel minerale si chiama appunto rosa del deserto, e che non é altro che solfato di calcio (gesso) che assume quella colorazione rossastra, perché nella composizione si inseriscono, naturalmente, dei granelli di sabbia. Ci sono stati mostrati dei pezzi di legno nei quali sono rimasti inclusi dei granelli di minerali. Dopo aver osservato tanti altri minerali abbiamo posto le nostre domande alla guida, ad esempio che cosa è l’ossidiana, è ci è stato risposto che è un vetro vulcanico che deriva dal rapido raffreddamento della lava e che ha una struttura non definita, poi abbiamo chiesto come si riconosce l’età delle rocce, e ci è stato risposto che per conoscerla si fa una sorta di rapporto tra elementi chimici radioattivi, infine abbiamo chiesto di conoscere quali sono gli ultimi studi che si stanno effettuando sulle rocce del museo e la professoressa ci ha portati nell’aula dove c’erano tutti i minerali vulcanici vesuviani, dicendoci appunto che si stavano effettuando degli studi su questi minerali.
Nel Museo Zoologico siamo stati accolti da un’altra professoressa che ci ha illustrato i vari passaggi dell’evoluzione degli animali; abbiamo apprezzato molto gli scheletri di metallo rivestiti con pellicce vere dei rispettivi animali, i quali erano esposti in posizioni verosimili a quelle naturali. La professoressa ci ha mostrato anche la collezione di conchiglie e quella di farfalle e ci ha detto che se avessimo voluto conoscere i nomi scientifici e la preziosità dei nostri pezzi da collezione, ci avrebbe aiutati a classificarli.
Questa visita guidata è stata molto interessante e soprattutto istruttiva, perché siamo venuti a conoscenza di alcune cose che ignoravamo completamente; alcuni tra noi sono rimasti davvero impressionati dalla ricchezza di reperti, presenti in entrambi i musei e in generale siamo molto soddisfatti di aver partecipato al laboratorio “Scienziato per un giorno” e di aver avuto la possibilità di visitare gratuitamente questi musei, infatti precedentemente ritenevamo l’argomento un po’ noioso, mentre ora abbiamo scoperto che interessarsi di minerali è davvero una passione. Purtroppo molti di noi si sono sentiti poco bene dopo la gita forse per via del pullman o dei musei nei quali mancava l’aria. Speriamo al più presto di poter fare un’altra visita guidata al Centro Musei di Scienze Naturali, ma stavolta al Museo Paleontologico e al Museo Antropologico.
Classe: III C – sede succursale
Itinerario Scientifico: Centro Museale di Scienze Naturali
REPORT
Lunedì 24 novembre 2008 siamo andati in visita guidata al Centro Museo di Scienze Naturali, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, insieme a tutte le altre terze della nostra scuola ed ai professori che ci hanno accompagnato (con noi c’erano la prof. di Lettere e la prof. di Scienze). Siamo arrivati col pullman a Piazza del Gesù Nuovo e poi abbiamo proseguito a piedi fino a Via Mezzocannone, dove si trovano i musei. Prima di fare la gita, la prof. di Scienze ci ha affidato dei compiti da svolgere come fare foto, prendere appunti e rivolgere alcune domande, che avevamo formulato in classe con l’aiuto di due giovani giornalisti scientifici della “Città della Scienza” di Napoli, che ci hanno aiutato a prepararci per questa attività. Purtroppo però, abbiamo visitato solo due dei quattro musei: il Real Museo Mineralogico e quello Zoologico, il museo di Antropologia e quello di Paleontologia non è stato possibile a causa del tempo limitato. Con noi c’erano due ricercatrici che ci hanno guidato nel percorso, una per il Museo Mineralogico e una per quello Zoologico le quali, prima di mostrarci i reperti esposti, ci hanno raccontato un po’ la storia di questi musei.
Il Museo Zoologico fu fondato nel 1813 per volere di Gioacchino Murat ed ebbe come sede i locali del primo piano del Collegio Maggiore dei Gesuiti. Nel 1860 la direzione fu assunta da Achille Costa, al quale si deve la formazione della Collezione Entomologica, che comprende più di 30.000 esemplari di Insetti italiani ed esotici. Purtroppo però, durante la seconda guerra mondiale, il museo subì notevoli danni e soltanto tra il 1948 ed il 1970 fu ripristinato. Il Real Museo Mineralogico fu istituito nel 1801 per volere di Ferdinando IV di Borbone e di Maria Carolina. Il Museo si trova nella Biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti. Nell’Ottocento, con la direzione di Arcangelo Scacchi, le ricerche mineralogiche a Napoli conobbero una stagione ricca di risultati scientifici. Nel museo di Mineralogia abbiamo osservato moltissimi minerali catalogati a seconda della loro composizione chimica. La professoressa che ci ha guidato durante la visita ci ha detto che i minerali sono solidi inorganici, l’unica eccezione però è il mercurio che è allo stato liquido, mentre le rocce sono aggregati di minerali. Successivamente abbiamo incominciato ad osservare i vari minerali; il primo che ci è stato mostrato è stato lo zolfo, formato da grandi cristalli gialli. Successivamente abbiamo visto il quarzo ialino (cioè trasparente) e ci è stato detto che il quarzo però assume altri nomi se colorato; ad esempio se è rosso si chiama ametista, se è giallo quarzo citrino. Proseguendo ci è stato mostrato un minerale chiamato ematite, da cui si ricava il ferro e poi il corindone, che se è blu è zaffiro mentre se assume una colorazione rossa è rubino.
La nostra attenzione è stata poi attirata da una “rosa”; ci è stato spiegato che quel minerale si chiama appunto rosa del deserto, e che non é altro che solfato di calcio (gesso) che assume quella colorazione rossastra, perché nella composizione si inseriscono, naturalmente, dei granelli di sabbia. Ci sono stati mostrati dei pezzi di legno nei quali sono rimasti inclusi dei granelli di minerali. Dopo aver osservato tanti altri minerali abbiamo posto le nostre domande alla guida, ad esempio che cosa è l’ossidiana, è ci è stato risposto che è un vetro vulcanico che deriva dal rapido raffreddamento della lava e che ha una struttura non definita, poi abbiamo chiesto come si riconosce l’età delle rocce, e ci è stato risposto che per conoscerla si fa una sorta di rapporto tra elementi chimici radioattivi, infine abbiamo chiesto di conoscere quali sono gli ultimi studi che si stanno effettuando sulle rocce del museo e la professoressa ci ha portati nell’aula dove c’erano tutti i minerali vulcanici vesuviani, dicendoci appunto che si stavano effettuando degli studi su questi minerali.
Nel Museo Zoologico siamo stati accolti da un’altra professoressa che ci ha illustrato i vari passaggi dell’evoluzione degli animali; abbiamo apprezzato molto gli scheletri di metallo rivestiti con pellicce vere dei rispettivi animali, i quali erano esposti in posizioni verosimili a quelle naturali. La professoressa ci ha mostrato anche la collezione di conchiglie e quella di farfalle e ci ha detto che se avessimo voluto conoscere i nomi scientifici e la preziosità dei nostri pezzi da collezione, ci avrebbe aiutati a classificarli.
Questa visita guidata è stata molto interessante e soprattutto istruttiva, perché siamo venuti a conoscenza di alcune cose che ignoravamo completamente; alcuni tra noi sono rimasti davvero impressionati dalla ricchezza di reperti, presenti in entrambi i musei e in generale siamo molto soddisfatti di aver partecipato al laboratorio “Scienziato per un giorno” e di aver avuto la possibilità di visitare gratuitamente questi musei, infatti precedentemente ritenevamo l’argomento un po’ noioso, mentre ora abbiamo scoperto che interessarsi di minerali è davvero una passione. Purtroppo molti di noi si sono sentiti poco bene dopo la gita forse per via del pullman o dei musei nei quali mancava l’aria. Speriamo al più presto di poter fare un’altra visita guidata al Centro Musei di Scienze Naturali, ma stavolta al Museo Paleontologico e al Museo Antropologico.
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